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    funicologia

    di ribel (27/10/2006 - 22:16)


    funicologia 

    GIOCHI CON LO SPAGO
    ossia FIGURE CON LA STRINGA. 
     

    La figura con stringa (F.S.) è un qualsiasi disegno prodotto con un pezzo di spago intarsiato tra le due mani con la tessitura di ricami vari tra le dita e polsi.
    La F. S.
    è disegno formato intrecciando uno spago attorno alle dita e manipolando le cifre in un certo modo, o qualche volta tra le dita di qualche altra persona. Le figure stringa possono anche coinvolgere l’uso della bocca, polso e piede. Normalmente si tratta di singole immagini oppure possono essere modificate e lette come un gioco o come parte di una storia coinvolgendo alcune figure eseguite in sequenza.
    La combinazioni degli incroci realizzata in questo modo può essere studiata usando la teoria dei nodi. 
    La F.S. illustrata nella foto è conosciuta come la Scala di Giacobbe, (
    "Jacob's Ladder" e “Diamanti Osage” nel libro di Caroline Furness Jayne, ristampa Dover pp. 24-27, Fig. 50), la rete da pesca o diamante quadruplo  (Rose Ball 1971, p. 19, Fig. 7). Il gioco con lo spago più famoso e popolare sembra essere il cat's cradle, ossia la culla del gatto. La Culla detta anche Brandina Militare è una gioco con lo spago molto conosciuto nella serie delle figure stringa. Il nome del gioco, le figure specifiche, il loro ordine ed i nomi delle figure variano da un luogo all’altro. Alcune versioni di questo gioco sono  state trovate tra le popolazioni di cultura indigena intorno al globo, dalle zone Equatoriali a quelle Artiche. In qualche regione il gioco è conosciuto come Jack sul Pulpito.

    Le origini del nome "culla del gatto" porebbero derivare da una forma id corruzione tra le parole inglesi di cratch-cradle, o manger cradle cioè culla mangiatoia (il pensiero di questa derivazione è stato a lungo dibattuto dall’Oxfort English Dictionary). La parola francese per mangiatoia crèche, e  cattle sembrerebbe risuonare dei rumori sembre da sempre conosciuti come cratches. La "culla mangiatoia" avrebbe anche un suo significato religioso nella Natività: Gesù è nato in una stalla e lasciato in una mangiatoia perché non c’era altro luogo disponibile. La Culla del gatto, probabilmente uno tra i più vecchi giochi dell'umanità, si è diffuso tra le culture nelle più incredibili varietà, anche tra quelle che prima della globalizzazione sicuramente non avevano mai avuto alcuna connessione tra di loro, come gli Europei e i Dyak dell'Indonesia. Alfred Wallace (1823-1913), un naturalista di Wels,  esploratore, geografico, antropologo e biologo, ha proposto indipendentemente una teoria di selezione naturale che spinse Charles Darwin a pubblicare la sua più ricercata e sviluppata teoria della specie come egli intendeva. Wallace qualche volta è stato soprannominato anche il “padre della biogeografia". Quando era in viaggio di scoperta in Borneo, pensava di appassionare e divertire i giovani Dyak con il nuovo gioco dello spego, rimase a sua volta molto sorpreso quando gli stessi indigeni locali dimostravano di essere famigliari con esso, mostrandogli figure che lui stesso non conosceva.   In Cina il Cat's Cradle è soprannominato Catch Cradle (acchiappa la culla).  L'antropologo Laous Leakey, archeologista britannico il cui lavoro è rimasto importante per stabilire l’evoluzione umana sviluppatasi in Africa (1903-1972) ha anche descritto l’uso del gioco della Culla del Gatto per ottenere la cooperazione delle tribù Africane al sud del Shara che al contrario invece non le conoscevano, aggiudicandosi così la fiducia rispetto al sospetto che questi avevano verso gli Europei. Gli esploratori ed antropologi di un tempo, prima di avventurarsi in luoghi  lontani, portavano con sé tra il necessaire per i lunghi viaggi in luoghi sconosciuti, un pezzo di spago per poter comunicare con più facilità con gli indigeni delle tribù di qualche isola sperduta, sperando così di non essere assaliti da qualche affamato cannibale del luogo.

    In una vignetta Punch Cartoon del 1858 esso viene riferito come "Scratch Cradle", un nome sopportato dal Dizionario Brewer nel 1898. Differenti culture hanno nomi differenti per le figure individuali. Peranto i russi lo chiamano semplicemente "il gioco della stringa";  la figura dei "Diamanti" un "tappeto", ed hanno nomi come "field", "pesce", e "segacavallo" per altre figure. La segacavallo era anche nel repertorio di mia nonna che ci dilettava nelle fredde giornate invernali nella sua stalla riscaldata da un paio di mucche bianche. Recitava una filastrocca con lo spago e finiva con la figura del "truplou" ossia la sega a mano. Il gatto non era mai menzionato, mentre invece la culla generalmente veniva riferita alla prima figura iniziale come la branda del soldato.  Le F.S. sono ben distribuite in giro per il mondo, riferendosi alla Scala di Giacobbe  i Diamanti Osage sono la  Rete da Pesca, Tazza e piattino come Bicchiere da Sakè o Tazzina da caffè. Infine il Buco nell'Albero la Luna nera che sparisce ed il Sole.  Le F.S. che derivano da antiche tradizione ed usi e costumi nel mondo, sono spesso presenti nelle cuture primitive, mentre ai giorni nostri vengono considerate soltanto un'attività ricreativa nell'educazione matematica. Nelle nazioni in lingua Inglese questo è anche conosciuto come un gioco per bambini chiamato "cat's cradle".    

    COME SI GIOCA Il gioco inizia con il primo giocatore che si avvolge uno spago
    allacciato (un pezzo di cordino al quale sono state annodate le estremità in modo
    da formare un grande anello attorno alle mani – tra le dita e polsi) e prendendo
    un lato dello spago accerchiando ancora le mani. 
    Quindi il giocatore esegue le ultime due mosse dell’Apertura A (o mossa base):
    prende la stringa che corre all’interno della mano sinistra agganciandola all’indice
    della sua mano destra, quindi, passando attraverso il triangolo così creato, al laccio
    all’interno della mano destra ed afferrandolo con l’indice della sua mano sinistra.
    Si forma e crea così un doppio incrocio di stringa trattenuta da entrambe le mani.
    Un secondo giocatore afferra ciascun incrocio orizzontalmente usando il pollice ed
    indice, tira questo infuori, in basso sotto la linea che scorre disotto l’incrocio ai polsi
    del primo giocatore, dorso in alto.
    Il primo giocatore lascia andare la figura mentre il secondo distende ed apre
    allontanando pollici e dita. Questa figura sono i “Diamanti”.
    Una serie di altre variazioni produce nuove figure, alcune di queste ritornando ad
    essere diamanti mentre qualcun’altra sono punte morte e non possono essere
    trasformate. Qualcuno dice che i “diamanti” sono la culla del gatto che dà il titolo
    al gioco, mentre altri insistono che è solamente il titolo del gioco e non c’è nessun
    altra figura.
    La regola del gioco è molto semplice, devi sempre iniziare dall’apertura A.
    In seguito dovrai soltanto pizzicare la “X” avvolgendola attorno alle stringhe esterne.
    Naturalmente, come in ogni gioco o sport, servirà soltanto un po’ di pratica.

    Gli esquimesi giocano con la stringa afferrando i raggi del sole e far sembrare meno
    lunghe le loro notti d’inverno. Essi hanno soprannominato il gioco “ la Rete da Pesca”
    ed una leggenda narra che bisogna essere adulti per poter giocare alla culla del gatto.
    Se un giovane esquimese ha qualche dito mozzato per il morso di una foca dopo essere
    stato impigliato nel ghiaccio o nelle maglie della rete da pesca, la colpa era soltanto del
    giovane perché da bambino aveva giocato alla culla del gatto.
     

    Il gioco della culla del gatto è stato il motivo ricorrente (leitmotiv) nel romanzo
    di Kurt Vonnegut del 1963 intitolato Cat’s Cradle. Al principio del libro, egli racconta
    che Felix Hoenikker, nome di fantascientifico del “Padre della Bomba Atomica”
    stava giocando alla culla del gatto mentre Hiroshima veniva distrutta.
    Il gioco viene di seguito referenziato da Newt Hoenikker, al figlio Felix (midget son),
    che descrive il gioco dicendo "Nessun gatto maledetto, e nessuna Culla maledetta”;
    questa espressione esprimeva dal suo punto di vista che i concetti e pensieri umani
    ideali comuni a tutti i genitori sono convenzioni arbitrarie, e che la vita stessa
    essenzialmente è una contraddizione nel suo significato.
    Il Cat’s Cradle è un romanzo di fantascienza scritto da Kurt Vonnegut Jr.
    pubblicato come 'Ice Nine' in qualche territorio, esso esplora fascicoli di scienza,
    tecnologia e religione, satira sulla razza degli eserciti e molti altri bersagli seguendo
     questa convinzione. Dopo aver sfogliato le sue tesi originali, nel 1971 l’Università
    di Chicago premia il suo dottorato (Master di Vonnegut)  conferendogli  laurea
    universitaria con laurea in antropologia per il suo Cat’s Cradle.

    Le figure con stringa sono state ampiamente studiate dagli antropologi fin dal 1880
    e forse fino al 1900,  e fino ad allora queste sembravano apparire semplicemente
     indipendente un passatempo innalzato ad intrattenimento in molte società.
    Molte figure sono state collezionate e descritte dagli abitanti delle isole del Pacifico,
     Inuit ed altri Naturalizzati Americani. Il primo libro conosciuto sul soggetto è
    String Figures and How to Make Them, di Caroline Furness Jayne
    (1873-1909).
    (vedi bibliografia

     Una grande distribuzione in materia di figure stringa, effetti e configurazioni con lo sforzo di
    collezionare e catalogare queste da ogni parte del mondo, i loro metodi spesso unici di costruzione e le
    figure recentemente inventate ai giorni nostri,  sono disponibili in pubblicazioni curate dalla
    International String Figure Association (ISFA) con sede in California.
    L’Associazione Internazionale Figure Stringa è un organizzazione no-profit dedicata
     alla conservazione, diffusione e creazione di figure con stringa.
    L’associazione è stata fondata nel 1978 dal matematico Hiroshi Noguchi ed il
    missionario Anglicano Philip Noble.
    ISFA pubblica il
    Bolletino annuale dell’Associazione ISFA News
    due volte l’anno,
    e la rivista trimestrale
    String Figure Magazine
    . Attualmente la rivista non viene
    più stampata su supporto cartaceo ma inviata ai soci in formato elettronico, ciò
    nonostante sono sempre disponibili le ristampe dei numeri arretrati.

    Bibliografia:
    * Caroline Furness Jayne (1906), String Figures and How to Make Them,
                                     Uno studio approfondito nella cultura di questo materiale
    * Anne Akers Johnson, String games from around the world, Klutz 1996
                                                                                   
    per principianti
    *
    Kathleen Haddon, String games for beginners, Heffer 1974
                                                               
    28 figure, 40 pagine
    *
    Camilla Gryski, Cat's cradle, owl's eyes, 1987,
        William Morrow & Co Library
     
                                                               
    per principianti
    * Many stars and more string games,
      
    William Morrow & Co Library 1985
                                                                                   per principianti

    * Super string games, William Morrow & Co Library 1996,                                                                                                                                               libro per esperti
    * Fascinating String Figures,
       International String Figure Association 1999, Dover,
     
    per esperti  compilation di materiale prima pubblicato nella rivista
                                             
    String Figure Magazine dal 1996 al 1997
    * Julia P. Averkieva with Mark A. Sherman contributions,
      
    Kwakiutl string figures, carte antropologiche dal  Museo
        Americano della Storia, Vol. 711992,
        University of Washington Press, (199 pagine)
    * Joost Elffers and Michael Schuyt,
       
    Cat's Cradles and Other String Figures,
      
    Penguin books 1979. (Viking Press, 1980). 207 pagine, con foto
         un libro per   principianti ed esperti, traduzione Inglese dal Tedesco
    * Anne Pellowski, Story vine,
      
    Macmillan Publishing Compagny 1984

     Caroline Furness Jayne (1873-1909) era un’etnologa
    Americana. Jane scrisse il primo in assoluto ed il più famoso
    libro sui giochi con lo spago dal titolo “Figure Stringa e Come
    Fare Queste
    ”.  Diplomata presso la  Philadelphia
    Agnes Irwin School, era la figlia di Horace Jayne, un professore
    di biologia dell’Università di Pennsylvania.
    Suo fratello, William Henry Furness, ricevette il diploma di
    riconoscimento  M.D. da Penn per il suo “esteso viaggiare”
    ed un seguito all’Istituto Antropologico della Gran Bretagna.
    Il suo “string figure” mentore è stato Alfred Haddon, un etnologo
    di Cambridge che ha pubblicato nell’introduzione al suo libro
    notando che “in etnologia… niente è troppo insignificante a non
    meritare la giusta attenzione”.
    Egli ha quindi difeso la ricerca investita nel settore del divertimento
    dai giochi con lo spago alle figure stringa.
    Jane, una grande viaggiatrice lei stessa, è stata quindi la prima
    a creare uno studio popolare sulle figure stringa divulgandole
    su pubblicazioni accademiche che apparsero nei giornali come
    Il Reportage Annuale della Cattedra di Etnologia e le
    Procedure della Società Geografica Royal
    ”.
    Inoltre i suoi articoli sono stati pubblicati in una moltitudine di
    giornali stranieri dedicati all’antropologia.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

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